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USCIRE DALLA CONFUSIONE UN MOMENTO DIFFICILE PER LO SPORT

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Assistiamo impotenti , in periferia, a grandi cambiamenti nell'assetto dello sport italiano. La ragione ufficiale, più palpabile, pare sia dovuta alle gravi difficoltà, finanziarie in cui si dibatte il CONI (e di conseguenza le federazioni sportive) per le note vicende dei mancati introiti del totocalcio. E' in corso un dibattito, a detta della stampa virulento, tra il governo e gli organismi dello sport ai più alti livelli, affinché si arrivi celermente alla tanto attesa "riforma dello sport".

Sono stati messi in discussione equilibri consolidati e, soprattutto, "l'autonomia dello sport" che, dal dopoguerra, è stata il cavallo di battaglia di tutti i presidenti nazionali del CONI.

A noialtri operatori periferici, comunque, non è ancora chiaro il disegno organizzativo e politico dello sport italiano del futuro e, cosa ancora più grave, siamo stati esclusi completamente dal dibattito in corso o sensibilizzati in modo molto marginale. Probabilmente sia la compagine governativa che i nostri dirigenti, colpiti da un'amnesia, si spera momentanea, hanno dimenticato che la spina dorsale del movimento sportivo è rappresentata, per la maggior parte, dai milioni di atleti e dalle migliaia di tecnici, dirigenti e giudici di gara che, 365 giorni all'anno, assicurano, per quanto di loro competenza, il risultato sportivo, una preparazione adeguata agli atleti, un'organizzazione efficiente e la regolarità delle manifestazioni.

E' un modo che, con le dovute eccezioni, poche in verità rispetto a un così vasto movimento sportivo, rappresenta la fetta più numerosa del volontariato, che spende il proprio tempo in un settore che, oltre a rafforzare l'obiettivo "più sport più salute" ed intervenire su settori giovanili emarginati, produce economia: si pensi, ad esempio, alle industrie di articoli sportivi e del turismo e alla costruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti sportivi.

Probabilmente, come accade spesso, saremo chiamati, in quello che definiranno congresso, a ratificare dei provvedimenti gia pubblicati sulla "Gazzetta Ufficiale" in un'apoteosi del "se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi": l'importante è accontentare tutti.

Forse "lor signori" non si sono resi conto che il mondo sportivo è in continua evoluzione culturale, che gli sportivi non sono più quelli dei "tanti saluti alla mamma" e vogliono essere protagonisti delle trasformazioni in atto.

E' il momento di riflettere, con il contributo di tutti, sul fenomeno sport, sulla sua organizzazione, sulle sue strategie culturali, sul mondo sportivo scolastico, sulle prestazioni tecniche dubbie, sull'impiantistica, sul ruolo dei media, sulla promozione sportiva, sugli aspetti finanziari e fiscali.

E' per questo che chiediamo con forza, prima che si arrivi alle conclusioni nella cosiddetta bicameralina, di partecipare al dibattito in corso in modo che anche la "base" possa dare il proprio contributo di idee, bagaglio culturale di tanti anni spesi sui campi di gara. Un'ultima annotazione, necessaria, sulla discussione in atto per i provvedimenti sulla lotta al doping: anche su questo argomento chiediamo di essere presenti al dibattito, considerato che nel nostro Paese, forse l'unico al mondo, chiunque abbia le possibilità finanziarie può, anche senza possedere un titolo specifico, organizzare qualsivoglia attività sportiva. Chiediamo, pertanto, la convocazione di assemblee generali provinciali di tutte le componenti dello sport (atleti, tecnici, dirigenti, giudici di gara, mondo della scuola ed enti locali) affinché siano queste, finalmente, i veri protagonisti del cambiamento.

GIUSEPPE SAVIANO